Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Fu uno dei più grandi geni della storia della musica. Iniziò a studiare sotto la guida del padre Leopold, maestro di cappella del principe di Salisburgo e famoso violinista, rivelando subito doti straordinarie. All’età di sei anni dimostrò di essere in grado di comporre e suonare a prima vista brani per clavicembalo e violino. Dal 1762 il padre portò il piccolo Wolfgang e la sorella Maria Anna detta Nannarl, anche lei bambina prodigio, ad esibirsi in vari concerti presso le principali corti d’Europa. Dal 1769 intraprese numerosi viaggi nelle più importanti città italiane, ma nello stesso tempo fu al servizio dell’Arcivescovo di Salisburgo. Nel 1777 partì per Monaco con la madre e fu ospitato dai coniugi Weber della cui figlia Aloysia, giovane soprano, si innamorò. Dopo la morte della madre, avvenuta nell’anno successivo, Wolfgang tornò a Salisburgo dove compose numerose sonate e sinfonie. Nel 1781 decise di stabilirsi a Vienna e di sposare Costanza Weber, sorella minore di Aloysia, da cui ebbe sei figli, quattro dei quali morti prematuramente. L’anno seguente l’imperatore Giuseppe II gli commissionò un’opera e lui compose “Il ratto del serraglio”. Nel 1786 compose “Le nozze di Figaro” e nel 1787 il “Don Giovanni”. Tali opere ebbero un enorme successo e Mozart divenne compositore di corte a Vienna. Ma dopo un inizio così incoraggiante, le difficoltà non tardarono ad arrivare anche perché la sua musica, spesso troppo difficile per il pubblico viennese, non fu sempre apprezzata. Nel 1790 compose “Così fan tutte” e nel 1791 “Il flauto magico”. La sua vita fu un continuo alternarsi di successi ed insuccessi, con problemi economici costanti che lo accompagnarono fino alla prematura scomparsa. Anche se malato, pochi mesi prima di morire iniziò il suo ultimo capolavoro, il “Requiem”, che rimase incompiuto e fu ultimato in seguito dal suo allievo Franz Sussmayr. Wolfgang Amadeus Mozart morì a soli trentacinque anni in povertà; al suo funerale furono presenti pochissime persone e fu sepolto in una fossa comune tra l’indifferenza di una città che non seppe apprezzare la sua genialità.

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