Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Di famiglia nobile, il papà, Antonio Amedeo Alfieri era conte, la mamma, Monica Maillard de Tournon, era imparentata con i Savoia. Alla morte del padre, avvenuta a un anno dalla sua nascita, fu affidato allo zio che, nel 1758, lo iscrisse all’accademia Reale di Torino. Qui compì studi di filosofia e avvocatura, che però non portò a termine. Nel 1766, alla morte dello zio, si arruolò nell’esercito ove fu nominato alfiere, e per i successivi 10 anni viaggiò per tutta l’Europa, conobbe molte personalità importanti e visse anche qualche roccambolesca avventura. Fu nel 1775 che, tornato a Torino, si dedicò allo studio della letteratura e sfornò la sua prima opera tragica “Antonio e Cleopatra”. Incoraggiato dal successo della rappresentazione teatrale di “Antonio e Cleopatra”, in seguito scrisse altre opere tragiche tra cui “Rosmunda”, “Antigone”, “Filippo”, “Maria Stuarda”, “Saul”, “Mirra” e molte altre. Riprese a girovagare per le città italiane anche a causa di ulteriori complicazioni sentimentali (alludiamo alla relazione con Luisa Stolberg, contessa d’Albany, moglie di Carlo Edoardo Stuart, ex-pretendente al trono d’Inghilterra). Vittorio Alfieri scrisse anche dei trattati come “Della tirannide” e “Del principe e delle lettere”, le “Rime” ed anche la sua autoBiografia “Vita”. Negli ultimi anni della sua vita scrisse il “Misogallo” e le “Satire”. Si spense a Firenze a soli 54 anni.

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