Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Tolstoj è considerato uno dei migliori scrittori della letteratura russa di tutti i tempi. Nacque in una famiglia nobile e, dopo aver conseguito il diploma, si iscrisse alla facoltà di lingue orientali dell’Università di Kazan, lasciandola successivamente per la facoltà di legge, ma non completò gli studi. La vita universitaria di Tolstoj viene raccolta nel suo Diario, dove racconta delle sue compagnie poco affidabili e delle sue crisi spirituali. Prestò servizio militare nel Caucaso dove cominciarono ad aprirsi i suoi orizzonti e scrisse “I racconti di Sebastopoli” in cui già compaiono caratteristiche delle sue migliori opere. Dopo essersi dedicato per alcuni anni all’attività letteraria, cominciò a viaggiare all’estero e aprì una scuola per i figli dei contadini. Nel 1862 si sposò con Sofia Andreevna Bers. Nel 1865 pubblicò la prima parte di “Guerra e pace”, portato a termine quattro anni dopo, con il quale rivisita la propria vita, i propri ideali. Il suo secondo grande successo fu “Anna Karenina”, del 1873. Pubblicò molti scritti sulle sue nuove teorie filosofiche e sul suo credo religiose. Sul piano umano e sociale, Tolstoj condannò la proprietà privata avvicinandosi ai moti rivoluzionari russi. Scrivendo condanne all’arte, egli rinnegò tutte le sue opere precedenti. Entrato in crisi, si ridusse a scappare, ma questa fuga finì tragicamente con la morte dello scrittore nella stazione di Astapowo.

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