Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.
C’era molta gente attorno al tavolo ottagonale della Banca nazionale dell’Agricoltura sita in piazza Fontana 4 a Milano davanti al Palazzo di Giustizia, quel giorno. Nei pressi dello sportello 15 qualcuno lasciò una borsa nera piena di tritolo, sotto il tavolo ottagonale nel centro della rotonda della banca, ed alle ore 16:30 circa, esplose devastando tutto e tutti coloro che erano nei pressi di quel tavolo. Le vittime istantanee furono 12, ma dopo il bilancio si aggravò salendo a 17 decessi (compreso l’ultimo avvenuto un anno dopo), inoltre l’esplosione causò 86 feriti compresi alcuni passanti fuori dalla banca colpiti da schegge di vetro ed altro. In tutto, quel giorno (che di fatto sancì l’inizio di quel periodo storico chiamato ‘strategia della tensione’), le bombe furno 5: 2 a Milano (la seconda alla Banca Commerciale Italiana di piazza della Scala 6, ma venne trovata da un impiegato e non causò danni) e 3 a Roma (la prima in una sede della Banca Nazionale del Lavoro, lseconda davanti all’Altare della Patria e la terza all’ingresso del museo del Risorgimento), ma solo quella in piazza Fontana fece vittime (a Roma ci furono in tutto 18 feriti). Le indagini, subito indirizzate verso la pista anarchica, furono prese in consegna dal commissario Luigi Calabresi (che venne assassinato il 17 maggio 1972). Moltissi i processi negli anni e moltissime le persone implicate, condannate, rilasciate ecc (Tra tutti ricordiamo: Giuseppe Pinelli, l’anarchico arrestato il giorno dopo la strage e morto ufficialmente ‘suicida’ precipitando dal quarto piano della Questura di Milano, ed alcuni tra gli imputati storici Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Giancarlo Rognoni, Franco Freda, Giovanni Ventura, Guido Giannettini e Pietro Valpreda). L’ultima sentenza fu nel 2005 e sancì la definitiva mancanza di colpevoli (ed il pagamento di parte delle spese processuali ai familiari delle vittime…).
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