Evento storico – fatto
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Invece, la mattina del 29 giugno 1944, durante i preparativi per i “festeggiamenti” di San Pietro e San Paolo, le truppe tedesche entrarono nel paese ed iniziarono il massacro uccidento molti tra gli uomini, donne e persino ragazzini. In molti trovarono rifugio nella chiesa del paese, ma bastò una granata per fare uscire tutti. Inutile precisare qule fu il loro destino. Diedero poi fuoco al paese e molte altre persone, rimaste nascoste nelle case, morirono.
A San Pancrazio, invece, radunarono 60 uomini nelle cantine Pierangeli e lì fucilarono tutti. Anche in questo caso incendiarono poi tutto ed altre persone persero la vita.
A Cornia, Solaia, Verniana, Burrone ed altre frazioni limitrofe il rastrellamento fu potentissimo: più di duecento soldati, meticolosamente addestrati, catturarono e “giustiziarono” praticamente tutti. Donne, uomini, anziani, bambini (addirittura infanti) vennero barbaramente trucidati (non tutti, infatti, vennero uccisi a colpi d’arma da fuoco).
In realtà, la trage non è direttamente ed esclusivamente riconducibile all’episiodio dell’uccisione dei tre militari tedeschi su descritta, ma ad un più ampio spettro di vedute e strategie della X Armata Nazista divisione Hermann Goering, capitanata da Heinz Barz. Difatti, la X Armata, che era in ritirata dopo la “battagli del Trasimento”, decise di fare “terra bruciata” ovunque fosse passata, nel tentativo di rallentare l’avanzata delle truppe Alleate, anziché accettare di “tornare a casa” in pace.
Ai martiri di Civitella fu intitolata la principale via del paese che, nel 1963, fu insiglito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

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