Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Fu un giovane appassionato di poesia e di musica, ma dopo la morte del padre, libraio ed editore, si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Lipsia per accontentare la madre. Tuttavia nel 1830 abbandonò gli studi di legge per dedicarsi totalmente alla musica e studiò pianoforte sotto la guida del maestro Friedrich Wieck, purtroppo dovette presto abbandonare la carriera di pianista a causa di una paralisi alla mano destra. Si dedicò cosi alla composizione e nel 1834 fondò la rivista “Neue Zeitschrift fur Musik” che aveva lo scopo di contrastare i vecchi metodi di insegnamento. Nel 1840 Robert Schumann sposò la figlia del suo ex insegnante, la pianista Clara Wieck, nonostante il parere contrario del padre della giovane che aveva intravisto in Schumann i primi segni dei suoi problemi di origine psichica. Subito dopo il matrimonio si dedicò alla composizione dei bellissimi “Lieder”, romanze arrangiate per voce solista e pianoforte. Nel 1843 insegnò al conservatorio di Lipsia, ma dopo un solo anno abbandonò l’incarico non ritenendosi adatto a tale ruolo. Da quel momento rimase accanto alla moglie, principale esecutrice delle sue composizioni, nelle tournée in Russia, poi si stabilì a Dresda dove continuò la sua attività di compositore con opere sinfoniche e di carattere teatrale. Nel 1850 fu nominato direttore generale della musica a Dusseldorf, ma dovette lasciare anche quest’incarico nel 1854 quando i disturbi mentali che si erano già presentati nel passato, lo spinsero ad un tentativo di suicidio. Robert Schumann fu quindi internato in un manicomio nei pressi di Bonn, dove morì due anni più tardi.

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