Primo satellite italiano

Evento storico – fatto

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Quella mattina, l’Italia divenne la quinta nazione, dopo Urss, Usa, Regno Unito e Canada, ad avere un proprio satellite artificiale in orbita intorno alla Terra. Il progetto San Marco iniziò nel 1959 ad opera del CRA (Centro Ricerche Aerospaziali) dell’università di ROMA. Il satellite (San Marco 1, ideato e realizzato dall’ ing. Luigi Broglio e relativa squadra) fu lanciato dalla base americana della NASA sita in Wallops Island, Virginia, grazie ad un missile vettore (lo Scout SV-137) che diede al satellite la spinta necessaria per entrare nell’orbita equatoriale. Il satellite artificiale San Marco 1 era in grado di compiere piccole misurazioni sulle densità dell’aria e sulle caratteristiche della ionosfera. A quel lanci, come si sa, ne seguirono molti altri…

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