Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Dopo la laurea in giurisprudenza del 1962, nel 1965 Borsellino iniziò la carriera come uditore giudiziario ad Enna. Nel 1967 divenne Pretore a Mazara del Vallo e nel 1969 a Monreale. Nel 1975 Borsellino approdò al tribunale di Palermo dove cominciò il suo coraggioso impegno per combattere la mafia. Nel 1980 arrivarono i primi successi e le prime preoccupazioni tant’è che da quel momento cominciò a vivere sotto scorta. Nel 1984 divenne Magistrato di Cassazione. Dal 1986 al 1991 lavorò a Marsala e fu in quel periodo che divenne (tra le altre cose) Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati. Tornò quindi a Palermo e ad un mese circa dall’assassinio del suo collega ed amico [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=18&mm=5#giovanni_falcone_1]Giovanni Falcone[/url], un attentato mafioso pose fine alla sua esistenza e a quella della sua scorta mentre si recava a trovare la madre in via D’Amelio a Palermo.

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