Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Le sue idee rivoluzionarie lo accompagnarano sin da giovanissimo, tanto che venne espulso dall’università di Kazan, ove studiava giurisprudenza, proprio a causa del suo vivace impegno nelle manifestazioni studentesche. Continuò gli studi a Pietroburgo, e, nel 1899 venne arrestato e portato in Siberia. Qui scrisse il suo primo saggio: Lo sviluppo del capitalismo in Russia che si rifaceva al Capitale di Marx. Poi si trasferì in Svizzera ove fondò un periodico allo scopo di organizzare un nuovo movimento operaio rivoluzionario. Le sue idee si concretizzano nel 1917, con la rivoluzione russa, dopodiché tornò a Pietroburgo ove riuscì a ribaltare il governo liberal democratico che era al potere in quel momento e ne fondò uno comunista da lui capeggiato. Morì a causa di una malattia a 54 anni.

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