Natalia Ginzburg Levi

Biografia

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Scrittrice
Nacque all’interno di una famiglia ebraica di origini triestine. Crebbe a Torino dove il padre, Giuseppe Levi, era professore di anatomia all’Università. Si formò culturalmente tra le figure dell’antifascismo piemontese raccolte intorno all’editore Einaudi: tra queste Leone Ginzburg con cui si sposò nel 1938. Dal 1940 al 1943 fu mandata al confino in Abruzzo, con il marito ed i figli, per antifascismo. Il suo esordio narrativo si ebbe nel 1942 quando pubblicò, usando, per ragioni razziali, lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, il suo primo romanzo “La strada che va in città”. Nel 1944 Leone Ginzburg venne arrestato dalla Gestapo, rinchiuso nelle carceri romane e torturato a morte. Dopo la morte del marito la scrittrice si stabilì a Roma dove lavorò per la Casa Editrice Einaudi. Nel 1950 sposò in seconde nozze lo scrittore e musicologo Gabriele Baldini. Di questi anni sono “Tutti i nostri ieri” (1952), “Le voci della sera” (1961), “Lessico famigliare” (1963), la sua opera più fortunata e più nota dove rivivono i luoghi e le persone che più hanno contato nella vita della scrittrice e che le valse il premio Strega. Nel 1966 scrisse la commedia “Ti ho sposato per allegria”, dalla quale fu tratto anche un film. La vita della scrittrice fu sempre segnata da un profondo impegno sociale e politico. Negli anni settanta diventò deputato della Repubblica nelle file della sinistra indipendente. Nel 1983 pubblicò il romanzo “La famiglia Manzoni” e nel 1989 andò in scena la sua commedia forse più riuscita, “L’intervista”, che ottenne un grande successo.

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