Napoleone Bonaparte

Biografia

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Militare, politico, imperatore
Quando nacque, la Corsica era appena stata venduta alla Francia da parte della Repubblica di Genova. Di famiglia seminobile (di origini toscane), iniziò la carriera militare in Francia come ufficiale (durante la rivoluzione francese del 1789). Ebbe una svavillante carriera militare che culminò con il grado di imperatore di Francia, dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814, dopo esserne stato, di fatto, dittatore dal 1799. Governò, durante la sua dinastia molte nazioni europee (fu anche incoronato Re d’Italia 26 maggio 1805) e non si limitò all’aspetto militare ma effettuò numerose e durature riforme nei sistemi educativi, giudiziari, finanziari ed amministrativi (Codice Napoleonico). Nel 1814, Inghilterra, Russia, Prussia e Austria, alleate tra loro contro Napoleone, occuparono Parigi e mandarono Napoleone in esilio all’isola d’Elba. Dopo meno di un anno riuscì a fuggire (26 febbraio 1815) e tornato in Francia riuscì a govrnarla per un’altro periodo (detto i cento giorni) fino alla definitiva sconfitta di Waterloo. Gli inglesi lo esiliarono all’isola di Sant’Elena (così chiamata perché scoperta dai portoghesi il 21 maggio 1502, giorno di Sant’Elena) ove rimase per il resto dei suoi giorni. La causa della sua morte non fu mai chiara, ufficialmente tumore allo stomaco. Dopo la sua morte, [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=3#alessandro_manzoni_1]Alessandro Manzoni[/url] scrisse la famosa ode “[url=https://www.ilnino.it/letteratura/letteratura.aspx?txt=8522]Il cinque maggio[/url]”.

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