Michael Jordan

Biografia

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Giocatore di pallacanestro.
Michael Jordan è conosciuto da tutti come un grande giocatore statunitense di pallacanestro (e pensare che, da studente, fu escluso dalla squadra di basket della scuola). Fu il secondo a riuscire a mettere a segno più di tremila punti in una stagione e a stabilire la più alta percentuale di canestri nel campionato dell’NBA dal 1987 al 1993, segnando quasi ventottomila punti. Durante quel periodo giocava nella squadra del Chicago Bulls e, grazie ai numerosi canestri, permise loro di vincere il primo campionato della storia della società nel 1991 e di ripetersi nei due anni successivi. Sempre con i Bulls, il grande Jordan vinse i Giochi Olimpici tenutisi a Barcellona nel 1992. Ma la sua idilliaca carriera non termina qui: dopo aver pensato al ritiro dalla scena nel 1993 (sopratutto perché sconfortato per dell’assasinio del padre James ad opera di due rapinatori), continuò la sua strada da eroe della pallacanestro e riuscì a far ottenere ai Chicago Bulls altre vittorie nel 1996, nel 1997 e nel 1998. Dopodiché decise di abbandonare definitivamente l’attività agonistica. Durante la sua strepitosa carriera giocò novecentotrenta partite segnando la bellezza di trentamila punti. Tentò l’ascesa nuovamente con i Washington Wizard nella stagione 2001 – 2002, ma si dovette ritirare per un infortunio al ginocchio. Lunga la sfilza dei suoi soprannomi ad iniziare dal più famoso: “Air” per continuare con “His Airness”, “Jesus in Sneakers” ed altri. Dal suo effettivo ritiro dal mondo della pallacanestro, usò la sua immagine per creare una linea di abbigliamento sportivo e partecipò ad alcuni film (ricordiamo “Space Jam” del 1996 e “Il sogno di Calvin” del 202).

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