Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.
Alle ore 1:58 italiane (7:58 ora locale), si verificò un forte terremoto di magnitudo 9.0 della scala Richter. L’epicentro fu localizzato al largo della costa nord occidentale di Sumatra, nel golfo del Bengala, alla profondità di circa 12 km. Il terremoto fu generato dal fenomeno della subduzione, ovvero delle placche della litosfera terrestre che, scontrandosi, si posizionano una sotto l’altra. Dato che le placche (euroasiatica e indoaustraliana) si scontrarono sotto il mare (in una delle più profonde depressioni tettoniche sottomarine ovvero la ‘Fossa di Sonda’), ne seguì un enorme spostamento d’acqua che generò un maremoto, ovvero una serie di onde anomale (in giapponese tsunami – onda del porto), che sommersero le vicine coste (soprattutto dell’Indonesia, dello Sri Lanka e delle Maldive, ma anche dell’India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh) provocando grandissimi danni sopratutto in termini di vite umane (circa 280.000 morti). Tra le vittime molti i turisti. Le onde, che si propagarono a circa 800 Km/h, arrivarono a toccare le coste dell’Africa, in Somalia, ove, perfino lì, vi furono delle vittime tra alcuni pescatori. Forse il danno sarebbe stato minore se le leggi della speculazione e del commercio non avessero imposto il disboscamento delle foreste di mangrovia (sulle coste) a favore del proliferare di alberghi e spiagge bianche.
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