Luigi Capuana

Biografia

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Scrittore, critico letterario e teatrale.
Primogenito di Gaetano Capuana e Dorotea Ragusa, nacque all’interno di un’agiata famiglia di proprietari terrieri. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Mineo, all’età di dodici anni fu iscritto al Reale Collegio di Bronte, uno dei più prestigiosi collegi della Sicilia che dovette però lasciare, per motivi di salute, dopo soli due anni, proseguendo gli studi da autodidatta. Fu di questo periodo l’inizio del suo interesse per la lettura. Nel 1857, per volere della famiglia, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania, ma nel 1860 abbandonò gli studi per andare a combattere al fianco di [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=4&mm=7#giuseppe_garibaldi_1]Giuseppe Garibaldi[/url]. Nel 1864 si stabilì a Firenze e lavorò come critico teatrale per il quotidiano “La Nazione”. Nel 1866 pubblicò sul quotidiano fiorentino la sua prima novella intitolata “Il dottor Cymbalus” ispirata ad un racconto di [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=27&mm=7#alexandre_dumas_2]Alexandre Dumas (figlio)[/url]. Nel 1868 tornò in Sicilia e divenne ispettore scolastico, poi consigliere comunale ed infine sindaco di Mineo. Nel 1875, su consiglio dell’amico [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=2&mm=9#giovanni_verga_1]Giovanni Verga[/url], si trasferì a Milano dove collaborò come critico letterario e teatrale per il “Corriere della Sera”. Dal 1880 visse in prevalenza tra Roma e Catania dove tornò definitivamente nel 1902, chiamato dalla locale università per insegnare lessicografia e stilistica. Come [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=2&mm=9#giovanni_verga_1]Giovanni Verga[/url], il Capuana usò la terra di Sicilia come sfondo per quasi tutti i suoi romanzi e le sue novelle. La sua opera narrativa fu molto ricca: il romanzo “Giacinta” fu considerato il manifesto del verismo italiano. Nel 1901 fu pubblicato il suo più famoso romanzo “Il marchese di Roccaverdina” al quale lo scrittore aveva dedicato vent’anni di fatiche: è la storia di un proprietario terriero innamorato di una contadina alla quale fa sposare un suo fattore con la promessa che il matrimonio non sarebbe stato consumato, ma il sospetto che la promessa non fosse stata mantenuta, lo spinse ad assassinare il fattore. Pubblicò anche numerose raccolte di novelle tra cui particolarmente riuscite “Le appassionate” (1893) e “Le paesane” (1894). Morì il 29 novembre 1915 poco dopo l’entrata in guerra dell’Italia.

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