Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Figlio di Piero de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni, ricevette un’educazione umanistica. Nel 1469 sposò Clarice, della potente famiglia romana degli Orsini. Alla morte del padre, a soli ventuno anni, divenne signore di Firenze. Nel 1478 la potente famiglia rivale dei Pazzi tramò una congiura per rovesciare il potere mediceo e durante un agguato venne ucciso il fratello di Lorenzo, Giuliano. A quel punto Lorenzo si recò a Napoli e, dopo tre mesi di colloqui, si alleò con il re Ferdinando I scongiurando nuove minacce per lo stato fiorentino; in questo modo assicurò un periodo di pace agli stati italiani e divenne il moderatore della politica italiana. Il signore di Firenze venne detto “il Magnifico” per lo splendore della sua corte, il prestigio politico e per l’ospitalità che concesse ai più grandi umanisti, poeti e artisti del suo tempo. All’interno della sua corte si riunirono filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, poeti quali Luigi Pulci e [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=14&mm=7#angelo_poliziano_1]Angelo Poliziano[/url], il cui vero nome fu Angelo Ambrogini e numerosi artisti tra cui il giovane Michelangelo. Oltre all’attività di mecenate, Lorenzo il Magnifico si dedicò ad una produzione poetica propria e di lui restano numerose opere. Iniziò la sua attività letteraria scrivendo poemetti di tipo popolaresco (I Beoni). Molte liriche sono raccolte nelle “Rime” composte in parte in ricordo di Simonetta Cattaneo, morta in giovane età ed in parte deicate ad un’altra donna, Lucrezia Donati, anch’essa spiritualmente amata. In occasione del carnevale del 1490 scrisse i “Canti carnascialeschi” dove è contenuta la celebre “Canzona di Bacco” che invita a cogliere l’attimo fuggente dei piaceri della vita. Dal 1484 si dedicò anche alla stesura di poemetti di ispirazione classicheggiante in terzine e in ottave e compose anche diverse laudi religiose ed una rappresentazione sacra “San Giovanni e Paulo” messa in scena nel 1491, pochi mesi prima della sua morte che avvenne prematuramente nel 1492.

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