Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Fu uno dei massimi filosofi di tutti i tempi. Dopo gli studi di filosofia e teologia, iniziò a fare il precettore (preferì non intraprendere la carriera ecclesiastica) ed a scrivere i primi testi filosofici. Andò qualche anno a Berna, poi, nel 1801, andò a Jena, ove conseguì, nel giorno del suo compleanno, l’abilitazione ad insegnare ed ebbe la cattedra (nel 1806, il 13 ottobre, [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=15&mm=8#napoleone_bonaparte_1]Napoleone Bonaparte[/url] entrò a Jena, dopo la rivoluzione francese, ed Hegel ne fu entusiasta), nel 1808 divenne direttore e professore al Ginnasio di Norimberga, nel 1816 fu professore a Heidelberg e, nel 1818, fu infine chiamato a Berlino a tenere una vera e propria cattedra di filosofia hegeliana. Nel 1829 fu nominato rettore dell’università di Berlino. Il periodo trascorso a Berlino fu il più rigoglioso per la sua carriera e la sua fama. Hegel, nella sua vita (conclusasi prematuramente a causa di una epidemia di colera), scrisse molti testi di filosofia tra cui ricordiamo: ‘Fenomenologia dello spirito’ del 1807, ‘Scienza della logica’ del 1816, ‘Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio’ del 1817, Filosofia del diritto del 1821. Moltissimi anche gli encomi ed i premi compresi quelli postumi.

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