Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
L’8 febbraio 1888 nacque ad Alessandria d’Egitto il grande poeta Giuseppe Ungaretti, da Antonio Ungaretti e Maria Lunardini, entrambi lucchesi. Nella città natale trascorse l’infanzia e i primi anni della giovinezza. La famiglia si era infatti trasferita in Africa per ragioni di lavoro. Suo padre, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, morì in un incidente; la madre fu così costretta ad arrangiarsi e riuscì a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un piccolo negozio della periferia di Alessandria. Il giovane Ungaretti compì gli studi a Parigi, alla Sorbona, e si educò nel clima del Simbolismo francese della filosofia intuizionistica del Bergson. Ritornato in Italia entrò in contatto con l’ambiente della “Voce”, fu interventista e combattente nella prima guerra mondiale. Dal 1936 al 1942 ricoprì la cattedra di letteratura italiana all’Università di San Paolo nel Brasile. Fu in seguito professore di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma. Morì nella notte tra l’1 e il 2 giugno 1970. Giuseppe Ungaretti è considerato il fondatore dell’ermetismo, corrente letteraria che si diffonde in Italia a partire dagli anni Venti e che sarà importante per la poesia italiana successiva. Le opere migliori dell’ Ungaretti, “L’Allegria” e “Sentimento del tempo”, sono una pietra miliare nella storia della nostra lirica novecentesca e l’approdo dei tentativi di rinnovamento operati dalle poetiche del primo Novecento. La voce di Ungaretti è certo fra le più valide e note della poesia contemporanea. Si può dire che l’ermetismo nacque con il suo “Porto Sepolto”(1916).

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