Giovanni Boccaccio

Biografia

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Scrittore e poeta
Data di nascita sconosciuta (tra giugno e luglio 1313). Figlio illegittimo, ma presto riconosciuto, del mercante certaldese Boccaccio di Chelino e di madre ignota, trascorse l’infanzia a Firenze dove iniziò molto presto lo studio dell’aritmetica e fu avviato dal padre all’arte della mercatura. Ancora molto giovane si trasferì a Napoli dove il padre era stato mandato a dirigere l’agenzia partenopea della banca fiorentina dei Bardi, ma invece di dedicarsi al commercio come avrebbe voluto il genitore, intraprese gli studi letterari. Grazie alla ricchezza del padre e al suo carattere brillante iniziò a frequentare la corte angioina dove gli fu possibile coltivare i suoi interessi per la letteratura, la poesia e per la cultura latina. Nel 1332 il padre dovette recarsi a Parigi, ma Giovanni restò a Napoli dove continuò i suoi studi e iniziò a comporre i primi saggi in latino e le prime opere in volgare. Nel 1333 incontrò, nella Chiesa di San Lorenzo, la donna di cui si innamorò, Fiammetta, che forse fu Maria d’Aquino, figlia illegittima del re Roberto d’Angiò. Nel 1340 la casa bancaria dei Bardi, al cui servizio era il padre di Giovanni, fallì ed egli si ritrovò impoverito, dovette rinunciare alla vita mondana e tornò a Firenze. Nel 1348 la città fu colpita dalla peste, il padre di Giovanni morì ed egli ne ereditò il patrimonio. Negli anni successivi alla peste il Boccaccio si diede alla stesura del suo capolavoro, il “Decameron” (parola greca che significa dieci giornate) completato intorno al 1351. Si tratta di una raccolta di cento novelle che si immagina siano state raccontate in dieci giorni da dieci giovani fiorentini che si incontrarono nella Chiesa di Santa Maria Novella e che decisero di trascorrere due settimane insieme in una villa in campagna. Ogni giorno, tranne il primo ed il nono, veniva eletto un re tra i ragazzi, il quale decideva il tema della novella della giornata. L’opera si diffuse velocemente e gli valse una grande fama. Negli anni seguenti il Boccaccio ebbe vari incarichi politici dal Comune di Firenze; nel 1354 fu mandato da papa Innocenzo VI ad Avignone come ambasciatore, in occasione dell’arrivo in Italia dell’imperatore Carlo IV. Nel frattempo conobbe [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=20&mm=7#francesco_petrarca_1]Francesco Petrarca[/url] e l’incontro con l’ammirato poeta lo portò a completare lo studio dei classici iniziato anni prima. Il Boccaccio era ormai entrato a far parte del clero fiorentino e intraprese la carriera ecclesiastica continuando la sua attività di diplomatico ad Avignone e a Roma, appoggiando il progetto di trasferimento della sede papale nella città italiana. Nel 1373 fu incaricato di leggere e commentare pubblicamente la Divina Commedia di Dante nella Chiesa di Santo Stefano di Badia. Gli ultimi anni della sua vita furono tristi a causa delle critiche condizioni di salute. Nel 1374 scrisse il suo ultimo sonetto per la morte di [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=20&mm=7#francesco_petrarca_1]Francesco Petrarca[/url] e il 21 dicembre dell’anno seguente morì a Certaldo.

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