Giacomo Puccini

Biografia

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Compositore (musica lirica e da camera).
I componenti della famiglia Puccini erano, da 5 generazioni, maestri di cappella (direttori di coro e d’orchestra) del Duomo San Martino di Lucca. A soli 5 anni, il piccolo Giacomo rimase orfano di padre e così andò a studiare dallo zio materno Fortunato Magi e divenne organista (dato che il comune gli aveva tenuto il posto in onore del padre). Poi, grazie alla passione per le opere liriche ed ad una borsa di studio, andò a studiare al conservatorio di Milano (fu allievo di Amilcare Ponchielli e Antonio Bazzini) ove si diplomò nel 1883. Fu in quell’anno che compose la sua prima opera ‘Le Villi’, su libretto di Ferdinando Fontana, per partecipare ad un concorso che non vinse ma gli permise di essere notato dall’editore Giulio Ricordi che l’anno successivo lo mandò in scena. Il vero successo nazionale arriv&ograve con ‘Manon Lescaut’, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, (la prima fu al Teatro Regio di Torino l’1 febbraio 1893). Seguirono altri successi: ‘La Boheme’ del 1896, ‘Tosca’ del 1900, ‘Madama Butterfly’ del 1904, ‘La fanciulla del West’ del 1910, ‘La rondine’ del 1917, ‘Il trittico’ del 1918, ed infine ‘Turandot’, incompiuta e completata (ultimi 2 atti) da Franco Alfano nel 1926. Il giorno della prima della ‘Turandot’, al Teatro alla Scala di Milano, il 25 aprile 1926, però, il maestro [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=25&mm=3#arturo_toscanini_1]Arturo Toscanini[/url] interruppe l’esecuzione esattamente dove Giacomo Puccini era arrivato, saltando quindi gli ultimi 2 atti; nel 2001, Luciano Berio, riscrisse il finale basandosi sugli abbozzi originali di Puccini.

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