Evento storico – fatto
Dopo il D-Day (sbarco in Normandia del 6 giugno 1944), le divisioni naziste che occupavano la Francia, cominciarono a ritirare. I partigiani francesi approfittarono dell’evento per indurire, con azioni di guerriglia sempre più decise, la lotta contro gli occupanti, i quali, cercando di resistere con ogni mezzo, non disdegnarono l’arma della feroce rappresaglia. Il 10 giugno 1944, infatti, la divisione delle SS (SchutzStaffeln (reparti di difesa)) Das Reich del 4º Reggimento Panzer Grenadier Der Führer circondò il paese di Oradour sur Glane (nel sud ovest della Francia) e, con la scusa del controllo documenti, fece radunare tutti gli abitanti nella piazza del mercato (un parco del centro). Subito furono separati gli uomini dalle donne e dai bambini. I primi vennero stipati in sei granai del luogo, donne e bambini vennero chiusi nella chiesa del paese. Agli uomini nei granai fu riservata una svantagliata di mitra alle gambe: tutti caddero a terra agonizzanti. Poco dopo, quei corpi ancora coscienti, vennero ricoperti di frascine e dati alle fiamme insieme ai granai. 197 di loro morirono così. Solo in 5 riuscirono a salvare la propria vita. Ai bambini e alle donne ammassati nella chiesa venne riservato un trattamento più spicciolo: una granata. Tutti i 205 bambini morirono; solo una delle 240 donne presenti si salvò. Subito dopo il paese venne saccheggiato e raso al suolo. Un’altra ventina di abitanti si salvarono perché, quella mattina, abbanonarono il paese appena videro in lontananza arrivare i soldati delle SS.
Dopo la guerra, il Generale Charles de Gaulle decise che i resti e le rovine di Oradour sarebbero rimasti (alla stregua di un grande monumento) come monito e come ricordo per la sofferenza francese durante l’occupazione Nazista; fu così che quel paese non venne mai più ricostruito. Nel 1999, il presidente Jacques Chirac ribattezzò quel luogo “Villaggio Martire” e ne inaugurò un centro per le visite culturali guidate.
Lascia un commento