Cristiano De Andrè

Biografia

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Cantante.
Figlio d’arte, ovvero del famosissimo cantautore [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=18&mm=2#fabrizio_de_andre_1]Fabrizio De Andrè[/url], ragion per cui, iniziò a frequentare l’ambiente del teatro e della musica sin da piccolino. Sempre giovanissimo iniziò a studiare musica, chitarra e violino, e, nel 1981, insieme ad alcuni ragazzi di Verona (Carlo Facchini, Loby C. Pimazzoni e Marco Bisotto), fondò il gruppo ‘ I tempi duri’ ed iniziò la carriera di cantante e musicista. Dopo lo scioglimento del gruppo avvenuta nel 1985, Cristiano De Andrè iniziò la carriera da solista, partecipò a diversi Festival di Sanremo (il primo fu nel 1985 con il brano ‘Bella più di me’ che vinse il premio della critica) ed a molti concerti del papà (fino al 1998). Il primo vero album da solista fu nel 1987 ‘Cristiano De Andrè’, ne seguirono molti altri anche se non a cadenza annuale, a testimonianza della qualità dei prodotti; tra i tanti ricordiamo ‘Scaramante’ del 2001, un lavoro molto intenso che gli valse il premio Lunezia come miglior album.

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