Charles Baudelaire

Biografia

Cantante, attore.
Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma.

Poeta
Nacque da una coppia di genitori con 34 anni di differenza. Il padre morì nel 1827 e l’anno successivo la madre si risposò con un severo uficiale dell’esercito. Conclusi gli studi superiori, il giovane Charles frequentò poeti e artisti e condusse una vita scandalosa. Raggiunta la maggiore età nel 1842, entrò in possesso dell’eredità paterna. Nel 1843 entrò a far parte del “Club dei fumatori d’oppio” e a quella data aveva già dilapidato metà dell’eredità cosicchè venne interdetto dall’uso del patrimonio e gli venne concesso un modesto vitalizio. Nel 1845 tentò il suicidio e nell’anno successivo compose una serie di poesie che sarà poi parte de”Ifiori del male”che uscirono in volume nel 1857. Il poeta, insieme all’editore, venne processato e condannato per pubblicazione oscena. Dopo la condanna il poeta dovette eliminare sei componimenti del volume e nel 1866 pubblicò con il titolo di “Les Epaves” (I relitti) le poesie condannate in precedenza..La sua vita fu sempre inquieta e morì a soli 46 anni dopo un attacco di afasia e paralisi.

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