Biografia
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Nacque in una famiglia piccolo borghese e a sei anni rimase orfano di padre. La famiglia si trasferì a Torino, ma il piccolo Pavese trascorse tutte le estati della sua fanciullezza nella casa natale, sulle colline delle Langhe. Nel 1923 entrò al Liceo “D’Azeglio” di Torino, quindi si iscrisse alla Facoltà di Lettere. Negli anni universitari si delineò con chiarezza la sua complessa ed introversa personalità. Nel 1930 iniziò l’attività di traduttore che continuerà fino al 1947. La frequentazione di intellettuali antifascisti gli costò, nel 1935, l’arresto e la condanna al confino politico a Brancaleone Calabro, dove trascorse un anno afflitto da profonde crisi di depressione. In questo periodo iniziò a scrivere il diario che poi intitolò “Il mestiere di vivere”. Nel 1936, tornato in libertà, pubblicò il volume di poesie” Lavorare stanca”. In seguito scrisse due romanzi brevi “La bella estate e “La spiaggia”. Durante la seconda guerra mondiale si rifugiò in campagna dalla sorella e trascorse diversi periodi nascosto nel convento di Crea. Dopo la liberazione si iscrisse al Partito Comunista, scrisse il romanzo politico “Il compagno”e si dedicò alla stesura de “La casa in collina”. Nel 1950 fu pubblicato il romanzo della maturità “La luna e i falò”. In questo periodo ebbe la più drammatica delusione della sua vita: la storia d’amore con l’attrice americana Constance Dowling. Mentre la sua attività di scrittore raggiungeva il successo, la sua vita sembrava non avere più senso: si uccise in una camera d’albergo a Torino una domenica d’agosto.

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