Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Di famiglia povera, ebbe un’infanzia difficile. Fu addirittura imprigionato, torturato e condannato a morte quando era ancora un ragazzo. Questo perché, in quel periodo storico, l’armata turca tentava, con la forza, di riconquistare la città di Smime (ceduta alla Grecia nel 1920, a seguito della sconfitta relativa al conflitto mondiale del 15-18, e ripresa nel 1922). Nel 1923 riuscì a fuggire dalla prigionia ed emigrò in Argentina (si dice che avesse in tasca solo 60 dollari). In argentina iniziò a lavorare nel campo del tabacco e del commercio di sigarette. Fu poi assunto a Buenos Aires in qualità di telefonista (dato che parlava 5 lingue) e, grazie a questo lavoro, ebbe l’opportunità di ascoltare molte conversazioni di uomini d’affari che lo illuminarono nel difficile campo degli investimenti. Fu così che iniziò una modesta fortuna economica. Nel 1928 fu assunto al consolato Greco, ma la vera svolta avvenne nel 1932, in piena depressione economica, quando ebbe l’idea di acquistare una paio di navi da una società canadese in bancarotta per poche migliaia di dollari. Finito il periodo nero, quelle navi cominciarono a fruttare una fortuna. Fortuna che Aristotele Onassis reinvestì sempre per comprare altre navi (specialmente petroliere). Nel 1945 sposò Athina Livanos, figlia dell’armatore Stavros Livanos, rafforzando così sia il suo impero economico che la sua posizione sociale. Divenne l’uomo più ricco del mondo, ebbe guai con il fisco, fondò una compagnia aerea (la “Olympic Airways”), si sposò e divorziò più volte. Ebbe una vita mondana intensa, sul suo panfilo “Cristina” (dal nome di sua figlia Christina) ospitò i nomi più illustri a livello internazionale. Ebbe una lunga relazione con [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=2&mm=12#maria_callas_1]Maria Callas[/url] che però non ebbe un esito felice (specialmente per la Callas) e nel 1968 sposò la vedova del presidente John Fitzgerald Kennedy, Jacqueline Lee Bouvier. La battuta d’arresto lo colpì quando, il 23 gennaio 1973, il figlio Alessandro perse la vita a causa di un incidente aereo. In seguito avvenne la separazione con Jacqueline e si ritirò in una villa nei pressi di Parigi ove scomparve due anni più tardi, il 15 marzo 1975, a causa di una malattia polmonare.

Lascia un commento