Angelo Poliziano

Biografia

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Poeta e filologo.
Angelo Ambrogini si diede il soprannome di “Poliziano” con cui è conosciuto, dal nome latino del suo luogo di nascita, Mons Politianus (Montepulciano). Dopo la morte del padre, ucciso per rivalità politiche, fu mandato dalla madre a Firenze dove venne accolto da un cugino e si dedicò agli studi classici. Nella città toscana fu precettore dei figli di [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=2&mm=1#lorenzo_de_medici_1]Lorenzo de’ Medici[/url] che lo aveva accolto a corte sotto la sua protezione. Nel 1475, in occasione di un torneo cavalleresco vinto da Giuliano De’ Medici, fratello di Lorenzo, iniziò il suo capolavoro “Stanze per la giostra” in cui cantò l’amore di Iulio (Giuliano) per la bella Simonetta Vespucci. Il poemetto si divide in due libri, ma il secondo è rimasto incompiuto a causa della morte dei due giovani avvenuta rispettivamente nel 1478 e nel 1476. Nel 1479 abbandonò Firenze, forse a causa di dissapori con Clarice Orsini, moglie di Lorenzo il Magnifico. Si recò quindi a Mantova, alla corte dei Gonzaga ed in questo periodo scrisse e fece pubblicare il dramma mitologico “La favola di Orfeo”. Rientrato a Firenze, fu nuovamente accolto dal Magnifico e grazie a lui ottenne la cattedra di eloquenza latina e greca presso lo Studio fiorentino. In questi anni si dedicò agli studi filologici e raccolse i risultati della sua erudizione nei “Miscellanea”. Rilanciò la letteratura in volgare scrivendo numerose ballate raccolte nelle “Rime”. Molto conosciuta è la “Ballata delle rose” che ha come motivo centrale la bellezza della rosa ed il suo veloce appassire, paragonata alla giovinezza umana che passa tanto velocemente. Il Poliziano morì due anni dopo Lorenzo il Magnifico, nel 1494.

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