Biografia
| Cantante, attore. Il debutto risale al 1944, all’Ambra Jovinelli, ove cantò una canzone famosa di quel tempo: “Il cardellino”. Conobbe poi il maestro Ferroni che lo introdusse alla Radio ove divenne protagonista negli anni successivi. Nel 1947 incise con la Parlophon il suo primo disco: “Canzoncella” e “Serenatella dolce e amara”. Divenne poi il Reuccio (1955), con la sua voce limpida da tenore ed i suoi modi fermi e affabili e non disdegnò di interpretare alcuni ruoli in altrettanti film musicali degli anni 50 e 60. Vinse ben 4 volte il Festival di Sanremo (1955 “Buongiorno Tristezza”, 1957 “Corde della mia chitarra”, 1962 “Addio addio”, 1967 “Non pensare a me”). Tra i suoi moltissimi successi (quasi 50 milioni di dischi venduti) ricordiamo: “Granada”, “Binario”, “Il torrente”, “Buongiorno Tristezza”, “Messico e nuvole”. L’annuncio della sua prematura morte venne dato in diretta televisiva durante l’ultima serata del Festival di Sanremo del 1987 da [url=https://www.ilnino.it/almanacco/almanacco.aspx?gg=7&mm=6#pippo_baudo_1]Pippo Baudo[/url]. In seguito, grazie ad una raccolta di firme, venne dato il suo nome ad un tratto del Lungotevere in Roma. |
Cominciò giovanissimo le sue avventure estreme. Amava lanciarsi con il paracadute, e non si fermò neppure dopo un grave incidende che lo lasciò in vita solo per caso. Nel 1973 il giro del mondo in solitario (e contro vento ossia da Est a Ovest) con barca a vela; l’avventura durò un anno (dal 1 novembre 1973 fino al 7 dicembre 1974). Nel 1978 (nel tentativo di circumnavigare l’Antartide) naufragò al largo delle isole Falklandl dato che la sua barca Spirit of Surprise venne affondata da un’orca (era il 19 gennaio 1978). Purtroppo l’amico Mauro Mancini, che era con lui, non sopportò i seguenti e duri 74 giorni vissuti alla deriva sulla zattera di salvataggio, e morì pochi giorni dopo il loro salvataggio avvenuto il 2 aprile 1978. Poi Fogar (era il 1983) tentò, senza riuscire nell’impresa, di andare da solo in slitta al Polo Nord (unica compagnia il suo cane husky, Armaduk). Realizzò in seguito la serie televisiva Jonathan dimensione avventura girando il mondo per 7 anni con la sua troupe. All’inizio degli anni 90 cominciò a partecipare alla Parigi-Dakar e ai Rally dei faraoni. Il 12 settembre del 1992, però, ebbe un grave incidente nel deserto del Turkmenistan in cui riportò la frattura della seconda vertebra cervicale. Restò così paralizzato e incapace di respirare autonomamente fino a quando un arresto cardiocircolatorio non lo stroncò nel 2005. Nel frattempo però scrisse diversi libri, alcuni dei quali ebbero anche dei riconoscimenti (Il mio Atlantico e La zattera). Ambrofogar Minor Planet 25301 è il piccolo pianeta a lui dedicato.

Lascia un commento