OGGI NACQUE
ID: 579

Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino Pio
19 settembre 86
Lanuvio, Roma - Italia
Fu un venerdì di 1926 anni fa.
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Scomparve il
07 marzo 161
Lorium, Etruria - Italia
Aveva 75 anni.
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(A cura di R. Zucaro)
Imperatore romano
Divenne imperatore e regnò dal 138 al 161. Fu uno dei cosiddetti buoni imperatori. Antonino Pio visse il periodo d'oro dell'impero romano. Antonino Pio fu adottato dall'Imperatore Adriano nel 138 e, come d'accordo, adottò a sua volta l'Imperatore Marco Aurelio (suo successore all'impero) e Lucio Vero. Divenuto imperatore, impersonò il ruolo del sovrano buono; diede di sé l'immagine di un imperatore che si occupava delle esigenze altrui. Rispettoso delle riforme politiche tradizionali, fu un notevole amministratore della politica economica dell'impero; seguì le linee dell'Imperatore Adriano nella gestione giuridica dell'impero; attuò un riconoscimento giuridico nella distinzione tra le classi superiori e le altre, riorganizzando le pene previste. Per quanto riguarda la politica estera, le operazioni militari più importanti furono quelle in Britannia, dove costruì un vallo più a Nord di quello dell'Imperatore Adriano; in Egitto, in Mauretania e in Dacia per sopprimere delle sommosse. Dopo un governo sereno, Antonino Pio morì nel 161, lasciando l'impero a un livello molto alto. Gli succedette l'Imperatore Marco Aurelio, che governò insieme a Lucio Vero.
OGGI SCOMPARVE
ID: 455

19 settembre 1985
Siena - Italia
Fu un giovedì di 27 anni fa.
Aveva 62 anni.
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Nacque il
15 ottobre 1923
Santiago de las Vegas, Avana - Cuba
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(A cura di A. Fleres)
Scrittore
Nacque a Cuba perché la sua famiglia vi si era trasferita per lavoro, ma tornarono in Italia pochi anni dopo la sua nascita, nel 1925, e precisamente a San Remo. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, interruppe i suoi studi di agraria e si schierò con i partigiani della Brigata Garibaldi. Nel 1945 si trasferì a Torino, ove cominciò a scrivere per alcuni giornali finché, dopo la laurea in lettere, e dopo essere entrato alla Einaudi, non iniziò a pubblicare romanzi. Il debutto fu nel 1947 con 'Il sentiero dei nidi di ragno'. Srisse romanzi tutta la vita, spaziando un po' nei generi: dalle esperienze partigiane del primo libro, alle narrazioni fantastiche della trilogia 'I nostri antenati' (che comprende tra gli altri 'Il cavaliere inesistente' del 1959), fino a quelle di carattere astronomico, apparentemente fantascientifiche e surreali delle 'Le Cosmicomiche' del 1965 o 'Le città invisibili' del 1972. Pubblicò il suo ultimo lavoro nel 1983 'I racconti di Palomar', ma altri lavori uscirono postumi (come 'Prima che tu dica pronto' ed altri), dopo la sua scomparsa che avvenne nel 1985.
OGGI NELLA STORIA
ID: 653

19 settembre 1943
Boves, Cuneo - Italia
Fu una domenica di 69 anni fa.
(A cura di A. Fleres)
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito italiano si ritrovò di fatto “allo sbando” e, dato che l’occupazione nazi fascista era, nell’Italia del centro nord, ancora più viva che mai, in quelle aree iniziarono a formarsi i primi spontanei “gruppi di Resistenza”. Fu proprio a Boves, ove i nazisti, nel settembre 1943, avevano facilmente occupato ogni luogo in val di Colla (e spedito in campi di concentramento molti soldati loro ex alleati), che si organizzò uno dei primi gruppi Partigiani (comandato dall'ufficiale Ignazio Vian (medaglia d’oro al valor militare)) e fu proprio a Boves che ebbe luogo una delle prime sanguinose rappresaglie naziste.
Infatti, a seguito della cattura di due sottoufficiali e dell’uccisione del mitragliere Steinmetz delle S.S. ad opera della Resistenza Partigiana di Boves, i comandanti Theodor Wisch e Joachim Peiper diedero l’ordine alla 1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler" di trucidare, per rappresaglia, la popolazione civile di Boves e di dare poi alle fiamme ogni abitazione. Vennero così impietosamente uccise, durante il pomeriggio di quella domenica, una trentina di persone (tra cui don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo (parroco e viceparroco), e l’industriale Giovanni Vassallo che si erano offerti quali intermediari per scongiurare la rappresaglia) ed incendiate moltissime abitazioni.
La Resistenza però non si placò, e, dopo alcuni mesi, precisamente il 31 dicembre 1943 (e fino al 3 gennaio 1944), fu ancora Boves a pagare un alto prezzo di sangue a seguito di un rastrellamento nazista posto in atto per debellare la sempre più pressante e attiva Resistenza Partigiana “colpista” di quei luoghi. Il paese fu nuovamente dato alle fiamme e furono uccise una cinquantina di persone tra Civili e Partigiani.
Nel 1961 la città di Boves fu insignita della medaglia d’oro al valor civile e nel 1963 della medaglia d’oro al valor militare. Epitaffio: “per aver patito con eroico comportamento e stoico coraggio, per ben due volte, la rappresaglia crudele del nemico invasore, subendo la distruzione di numerose abitazioni e sacrificando la vita di molti suoi figli all'ideale patriottico”.
Nel 1984 fu istituita la “Scuola di Pace” con sede nei locali del vecchio municipio di Boves ove sono custodite memorie, cimeli e testimonianze a perenne ricordo di quei tragici momenti della storia e a continuo ripudio della guerra.
Boves fu definita dal presidente Sandro Pertini la “Culla della Resistenza”.
Legenda Anniversari
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Esempio anni trascorsi:
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NOMI, ONOMASTICI E PATRONI
Dal latino Jauna = porta, da cui deriva il nome del dio Giano, protettore di Roma, che le dedicò uno dei sette colli, il Gianicolo.
Patrono di Napoli ed Ercolano, Procolo Gens Januaria nacque nella seconda metà del III secolo da una famiglia gentilizia di Vibo Valentia, fu vescovo di Benevento, molto amato dalla comunità dei fedeli cristiani. Morì martire a Pozzuoli, decapitato, nel 305. La storia del suo martirio si colloca nell'ultimo periodo dell'impero dell'Imperatore Diocleziano, durante una delle più cruente persecuzioni dei cristiani. In quel periodo Gennaro, in compagnia del diacono Festo e del lettore Desiderio, si trovava a Pozzuoli; venuti a conoscenza dell'arresto del diacono Sosso, vollero andare a visitarlo in carcere in incognito, ma furono scoperti ed arrestati. Condannati a morte furono decapitati nel foro di Vulcano, presso la famosa solfatara di Pozzuoli. La leggenda racconta che una donna di nome Eusebia avesse raccolto in due ampolle il sangue del vescovo. Oltre un secolo dopo le reliquie di San Gennaro furono trasportate nelle catacombe di Capodimonte a Napoli. La tomba del santo divenne meta di molti pellegrinaggi per i prodigi che si verificavano. Dal 472 San Gennaro divenne patrono della città di Napoli. Nel 1492 le ossa del santo furono trasportate nel Duomo di Napoli; le ossa del cranio vennero sistemate su un preziosissimo busto d'argento e poste nella Cappella del Tesoro insieme alle famose ampolle, mentre le altre reliquie, poste in un'antica anfora, rimasero nella cripta del Duomo. San Gennaro è conosciuto in tutto il mondo sia per i suoi prodigiosi interventi in occasione di calamità naturali quali terremoti, pestilenze, eruzioni del Vesuvio, sia per il famoso miracolo della liquefazione del sangue coagulato contenuto nelle antiche ampolle. Questo miracolo si ripete, più o meno puntualmente, tre volte l'anno: il primo sabato di maggio, in ricordo del trasferimento da Pozzuoli a Napoli, il 19 settembre, ricorrenza della decapitazione e il 16 dicembre in memoria dell'eruzione del Vesuvio del 1631, bloccata dopo le invocazioni al Santo. Non sempre il prodigio è avvenuto in tali date, a volte il sangue non si è sciolto e avolte è stato trovato già liquefatto. Il "miracolo di San Gennaro" è stato oggetto di numerosi studi, ma non sono mai state date spiegazioni scientifiche nè la Chiesa si è mai pronunciata ufficialmente in proposito.
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OGGI ZODIACO
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VERGINE |
(dal 23 agosto al 22 settembre), il sesto segno dello zodiaco. La vergine è un segno di terra di posizione mobile, femminile e dominato dal pianeta mercurio. Mercurio prese il nome dal messaggero degli Dei, in grado di mettere in comunicazione gli Dei con gli uomini in terra. |
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